Regole post

Date: venerdì, 22 dicembre 2006
Time: dicembre 22, 2006 20:20
In: info di servizio

La redazione, in seguito ad episodi in cui alcuni utenti hanno postato file coperti da copyright altrui senza nemmeno citarne l'autore e la fonte, si vede costretta a designare regole più specifiche sui post. Eccole di seguito:
 
- Non inserire immagini all'interno dei propri post (a meno che l'autore del post possieda anche i diritti sulle immagini che vuole inserire).
- Non inserire oggetti multimediali (video, mp3.. etc) di cui non si possiedono i diritti.
- Evitare di aggiungere altre tag ai post e limitarsi a scgliere tra quelle qui elencate: "in concorso", "non in concorso", "poesia", "vita", "work in progress". Questo per facilitare l'indicizzazione dei post, la loro consultazione e per evitare dispersioni di vario tipo.
 
Tutti i post (attuali e futuri) che non rispettano queste regole saranno modificati (i cambiamenti riguarderanno solo i file aggiunti, non i testi, che ovviamente non saranno modificati nel loro contenuto).
Grazie per l'attenzione.
 
La Redazione di Note Pad


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Date: domenica, 10 dicembre 2006
Time: dicembre 10, 2006 13:17
In: vita

ascolto non mi stanco, parole musicate che danzano sul pentagramma della nostra vita. pensiero che si trasforma in linguaggio, deviazioni e restrizioni, prima dell'esplosione finale. orgasmo. il simbolo è ambivalente soprattutto di notte quando i significanti emergono nudi nelle fantasie. io ti ascolto e non ho paura. ascolto i tuoi pensieri nella tua musica, la faccio mia, ne sono gelosa. mani che si muovono nella direzione dei pensieri più profondi, creando ritmi che mi penetrano, mi cercano. ci cercheremo e ci troveremo in eterno, è un gioco. faccio capolino tra una nota e l'altra, mentre mi lacrimano gli occhi per il fumo. ma non scappo


dream1980 | commenti | link


Date: giovedì, 02 novembre 2006
Time: novembre 02, 2006 18:25
In: poesia

Morsi di fuoco rubino [Il dorso nudo del piacere]


Ali di gabbiani ad imbiancare il nero
Di musica che inebria fuochi vermigli
Persi nei profumi di ogni notte i versi
Gambe avviluppate di giochi e carezze
Specchi di trasparenze liquefatte
E rimestare continuo di sudore
Sconcezze sopra lingue di porpora polpa
Fiamme di fuoco rubino e  confidenze.
Poeti perduti e ritrovati in sogni seri
Fessure scoscese di cosce e tremori
Tempesta e odore fra raggi mulatti
Vischiose onde che sanno di sale
Eburnee tele su cui dipingere amore
Dedali di follia e miele, acqua di rose
Spine conficcate a morsi,
L'affondo che alletta il dorso nudo del piacere
Nel nodo dei giorni d'autunno
Su campi fertili di terra soda
Filari di vite da vendemmiare
Calice colmo di ubriaco vino

Flavio60 e Venexiana

Torino e Venezia
30 ottobre 2006

 



Anake | commenti | link


Pensiero

Date: giovedì, 26 ottobre 2006
Time: ottobre 26, 2006 15:53
In: poesia

Piccoli passi

uno dietro l’altro

sul filo immaginario

della mia mente

 

Tra righe e parole

che lentamente

si riaffacciano

 

Silenziose

urlano il loro pensiero

che rende reale

il mio emisfero

 

Malinconico

o accattivante

sempre vivo in

ogni mio istante..


Artpassion | commenti | link


Autunno

Date: lunedì, 23 ottobre 2006
Time: ottobre 23, 2006 15:06
In:

Le giornate grigie

Accompagnano il mio umore

Con le loro tonalità cupe

Non posso dire di star male

Ma la malinconia mi avvolge

Nella sua leggera nebbia

I colori autunnali

Non mi scaldano

Il rosso e il giallo

Quest’anno non insidiano

Il loro tepore

Ma io resto qui

Ad aspettare

Che la mia stagione preferita

Risvegli le mie sensazioni

Colorandole di tepore

Autunnale

E non di grigiore invernale..


Artpassion | commenti | link


Date: domenica, 15 ottobre 2006
Time: ottobre 15, 2006 17:52
In:

    .....

Istinto primordiale,
bruci nei miei respiri e scivoli
come lava, qui nella
mia stanza vuota,
scrigno d'anima
riflesso tra i cocci
di uno specchio rotto.
E racconto le stelle
così come nessuno
le ha viste mai.
E' La mia verità,
tra mille bugie che
si arrampicano come edera
ad un volto di cera sciolta.
Il mio difendermi da
questo cielo che non ha compreso
mai, non ha ascoltato mai.
Fiamme di vita divampano
adesso, ardendo di luce..
e trovo qui la mia pace.

Femme.

 


femme | commenti | link


Date: giovedì, 14 settembre 2006
Time: settembre 14, 2006 10:40
In:

Qualche volta ci sono delle cose che sembrano impossibili...

E' divertente vedere come invece, ad ogni passo, siamo in grado di adattarci senza accusare il colpo più di tanto.

E' solo contemplando il risultato che ci si accorge del traguardo che s'è raggiunto.

E accidenti....mi piace!

Besos a todos!


antea | commenti | link


CANZONETTA DI MARE

Date: lunedì, 28 agosto 2006
Time: agosto 28, 2006 14:38
In: poesia, vita, non in concorso

CANZONETTA DI MARE

Sabbia conchiglia e rosa
Onda che rotola ogni cosa

Schiume leggere
Vortici profondi
Sussurri fremiti
E cupi rimbombi

Sabbia conchiglia e rosa
Onda che rotola ogni cosa

Quarzi violetti
Verdi azzurri piani
Luce riflessa
E ali di gabbiani

Sabbia conchiglia e rosa
Onda che rotola ogni cosa

Alghe sinuose
Balenio d’argento
Morbida pace
Ed infuriar di vento

Sabbia corallo e rosa
Onda che rotola ogni cosa


mariamartina | commenti | link


Vincitore Note Pad 2006

Date: venerdì, 18 agosto 2006
Time: agosto 18, 2006 19:16
In: vincitore 2006

La redazione di Note Pad ringrazia tutti i partecipanti del concorso per la qualità degli elaborati inviati e per l'interessante risposta del pubblico di Retrospettiva Sys.
Congratulandoci ancora una volta con i finalisti del concorso, dando appuntamento a tutti alla prossima edizione e invitando tutti a continuare a seguire il laboratorio creativo di Note Pad su questo stesso blog, siamo lieti di pubblicare l'opera che è stata scelta come vincitrice:

Titolo elaborato:  ...C'è Nessuno?

Autrice: MissHolly

Canzone di riferimento: "Comfortably numb" dei Pink Floyd

Indiscreta, paonazza, iperbolica, rimase davanti alla tenda per tutta la notte, colma di pensiero. Proprietaria del suo stesso perire, si nascose dentro quel rifugio in lino spagnolo, incrostato di schizzi impressionisti e madrigali francesi, per troppo tempo.“C’è qualcuno lì fuori?” – chiese con voce vagamente distorta. In quell’istante un bambino di cartapesta le passò accanto. Un bambino che non disse nulla. Appariva leggero come un trapezista russo e trasparente come le gonne di Miss Flou alla fermata del tram. Le sue mani erano piccole e bianche, intrise di magnolie e bucaneve. Le porse una maschera in cera d’api. Lei la indossò curiosa e, barcollando lungo la via, osservò che tutti gli uomini avevano il viso coperto. “C’è qualcuno lì dentro?” – chiese rivolgendosi ad uno di loro. Silenzio di cenere. Le sue labbra si mossero ma non sentì ciò che disse.Una vecchina, raggomitolata sul ciglio di un pozzo, si avvicinò a lei e con garbo disse: “Il cerchio si è chiuso. I bambini conoscono la libertà. Un’alba tramontata tornerà nuovamente, abbandonata ad un fluire di specchi.”“Cos’è un’alba tramontata?” – chiese lei, mentre un roseto fioriva inconsueto sui capelli della vecchina. “E’ l’inizio che diviene fine. L’alterazione necessaria del puro seme. L’insensibilità del tempo. Tenere il volto coperto è il modo più facile e indolore per continuare a far ruotare il vecchio Mulinaccio. L’inchiostro di questo tempo ha bisogno di tamponi. Ah, la vita ha un retrogusto così olioso e turpe. Una stridente corsa circolare che mugola dietro le quinte. Il cerchio si è chiuso. Il genocidio dei sogni consegna le salme ai nascenti. Il necessario dovrà compiersi alla deriva degli ingenui.Inesorabile è il corso degli eventi; un rimbalzo elastico ed anestetico per il dolore. Mascherati, dunque, pietosa creatura, poiché fuori la tempesta ingoia nastri di seta e biondi sorrisi. Riesci a stare in piedi? Dai, è ora di andare.” Lei si tolse la maschera e falciò una fetta di prato.L’aria era frizzante ma piacevole. L’erba era morbida e dall’odore intenso.Distesa al sole, contemplò il cielo: “C’è qualcuno lassù?” – pensò. Si voltò verso il bambino e con tragico stupore vide che di lui non era rimasto altro che una sbiadita macchia di colore. Le lacrime lo avevano sciolto, così come una barchetta di cartone si trasforma in acqua, quando vede il mare per la prima volta. Lei fu stretta dal dolore, come le lenzuola di Miss Flou quando venivano strizzate dalle sue mani grandi e molli. L’uomo soffre più di ogni altro animale.E’ la coscienza che rende pesanti come stagni. Coscienza di essere. Il beato è inconsapevole fruitore di vita.Impeto di tribù nottambule. Pazzia di orchidee fiorite, incontrastate, irruenti. Concepimento e cataclisma insieme. Ode ingorda e silenzio striato.Si alzò e indossò la maschera. Il dolore era sparito e si allontanò verso il villaggio, mentre il vento giocava con gli alberi e i bucaneve. Un vento divenuto bambino. Un bambino divenuto vento.Inafferrabile. E mentre il ricordo divenne nostalgia e la nostalgia si tramutò in musica,il cigolio ozioso del Mulinaccio corteggiò i suoi passi insensibili all’asfalto rovente. Piacevolmente insensibili.

 
"The child is grown, the dream is gone.
I have become comfortably numb."


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Vincitore Note Pad

Date: sabato, 12 agosto 2006
Time: agosto 12, 2006 17:12
In: comunicazioni

L'opera vincitrice della prima edizione di Note Pad, concorso di racconti musicali inserito all'interno della Retrospettiva Sys è "C'è nessuno?" di MissHolly.

Ci congratuliamo vivamente con la vincitrice e con tutti i finalisti per la qualità degli elaborati e per l'indovinata attinenza con i dettami del contest.
Prima di rinnovare l'appuntamento all'edizione del prossimo anno, non ci resta che invitarvi tutti al gala serale domenica 13 agosto a Castelbuono (PA) presso la Badia Santa Venera- dove verrano rese pubbliche le opere finaliste.
 

A presto!

La redazione di Note Pad


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Finalisti Note Pad 2006

Date: sabato, 05 agosto 2006
Time: agosto 05, 2006 20:10
In: comunicazioni

La Redazione di Note Pad comunica che gli elaborati finalisti del concorso sono (in ordine alfabetico) :

  • "1 aprile 2020" - di Silvia Favaretto
  • "Altro che no" - di Federica Pittaluga
  • "BURMA SHAVE solo andata" - di Massimo Baraldi
  • "C'è nessuno" - di MissHolly
  • "Faccio i conti" - di Marco Di Pinto
  • "Ghiaccio, fragile" - di Federica Fornaciari
  • "Il sogno" - di Pierluigi Germano
  • "Le foglie morte" - di Alessandro Hellmann
  • "Matilda" - di Vagabonbo Ebbro
  • "Risate arrugginite" - di Katia Ceccarelli

 

A presto ulteriori notizie!


NotePad | commenti (1) | link


E se fosse tutto un sogno

Date: venerdì, 04 agosto 2006
Time: agosto 04, 2006 09:26
In: poesia

E se fosse tutto un sogno...

Svegliarsi una mattina a...milano..

Sapessi com'è strano
sentirsi innamorati a Milano
a Milano.


Trovarsi a letto con te
la bambina nel mezzo
e i due grandi di  la' che urlano
alzarsi di corsa
e andare al lavoro
i topini mi aspettano
le provette
e scoprire e testare

Sapessi com'è strano
darsi appuntamento a Milano
a Milano.
In un grande magazzino
in piazza o in galleria
che pazzia


E vederti di lontano
con il tuo passo
un po' stano
e salutarti sorriderti
aspettarti e fare ciao
con la mano

Senza fiori senza verde
senza cielo senza niente.
Fra la gente
tanta gente

E programmare insieme
vacanze da sogno
nel tuo villino in montagna
e svegliarsi al mattino
con la neve che scende

io ti ho detto "ti amo".
Sapessi com'e' strano
darsi appuntamento a Milano
a Milano.
Eppure in questo posto impossibile
tu mi hai detto "ti amo"
io ti ho detto "ti amo, ti amo, ti amo"



Liberamente tratta da 
Innamorati A Milano di Ornella Vanoni


giarre | commenti | link


Date: domenica, 30 luglio 2006
Time: luglio 30, 2006 20:01
In:


 

On air: Neffa- Ancora non lo so

Mi arrovello sul vestito

Paura di andare avanti

Di tagliare

Perché dev’essere perfetto

Perché la stoffa e il modello lo richiedono

Ma io ho sempre dubitato sulla perfezione delle mie mani

Ho sempre dubitato di me

E allora ho paura di andare avanti

E mi blocco

 

“Ma cosa ti succede?”

 

Mi chiede mamma…

Io che con questo vestito ci sto perdendo la testa…

Mamma se tu sapessi cosa mi succede

Sono stanca e nella mia testa non ho certo il vestito da finire ma solo voglia di partire…solo voglia di andare via…

E scrollarmi di dosso

Tutti questi pensieri

Persone che mi sembrano Koala da portare sempre in giro

Tutte queste persone che non conosco e chiedono di me per lavorare

Questa stanchezza

Mamma ma lo sai…

 

Negli ultimi giorni ascolto spesso Neffa

E alcune canzoni suonano di continuo come questa…che mentre scrivo mi accompagna

 

L’altro giorno ero in ospedale

Seduta su una lettiga

Accanto alla finestra

Con il viso tra le mani e le gambe rannicchiate

Aspettavo il dottore per un’ultima visita a mio padre

E per una piccola visita a me

Che mi ha voluta vedere

Avrei voluto il mio quaderno e scrivere quel che sentivo

Mi chiedevo perché si ha tanta voglia di scrivere

…perché le sensazioni si attaccano addosso…

Mi chiedevo cosa mi avrebbe detto il dottore

Lo sapevo già…

È solo che io vorrei una piccola magia

Lui è arrivato

Ho alzato la mia gonna

Le mie cicatrici

“Sei troppo magra”

“Ho paura degli aghi”

 

L’uomo lontano continua a mandarmi sms

Lui mi vuole con se

 

Una cena da un’amica che tra qualche mese si sposa…

Vorrei vederle negli occhi una luce diversa

 

Notte

Seduta sul letto

E sfoglio il mio book

Mi soffermo su alcuni miei disegni

E immagino vederli realizzati

Le mie dita sulle mie linee

La sensazione che si sta andando e si può andare avanti diversamente

Con il cuore che fa ancora male

 

Ancora un altro po’…

 

Quando lavo il viso

Mi piace sentire le ciocche che mi cadono avanti

Che si bagnano

È tutta una sensazione diversa da quando passavo le mani nei miei capelli a spazzola

 

“E nei miei occhi ho visto un mondo
che adesso è un altro
ma resto qui a inseguire un sogno
anche se, anche se
Ancora non lo so
domani che farò
se è vero che ho cambiato tutto e non si può
ma ancora non lo so”

Intanto ho prenotato il mio volo… 


Kismat | commenti | link


Date: giovedì, 27 luglio 2006
Time: luglio 27, 2006 15:41
In: non in concorso

 

Finchè al mattino non ti svegli con questa sensazione, puoi esser sicuro che il giorno prima non avevi trovato proprio un bel niente.

E la forza sta nel mostrare la propria fragilità.

Si.

Ma più che altro nel non averne vergogna.

E allora ecco che risuona un arpeggio dal suono caldo,

lento, da studio...

qualcosa che viene fuori per passare il tempo,

perchè il tempo ha dato i suoi frutti e come ogni terreno, non va mai spremuto fino all'ultima goccia.

Allora potrebbe alzarsi anche il vento...un vento che gioca con i capelli delle persone, o che scaccia le nuvole e i pensieri.

Besos a todos!


antea | commenti | link


Date: domenica, 23 luglio 2006
Time: luglio 23, 2006 21:44
In:

ascolto cascate di note in dialoghi asimmetrici ... tu ra tu tu tura eterni. dialogo in altro linguaggio come se il pensiero all'improvviso trascendesse i confini e prendesse vita impregnando ogni spazio lasciami essere il solo, sali e scendi nel sottostrato del reale, eterno attrito circoscrivente margini inesistenti, non vedi che i confini si sono autodistrutti nel loro movimento infinito? Ma hanno plasmato le nostre menti noi non ci comportiamo di conseguenza... li immaginiamo e ne tracciamo mentalmente i contorni, e immaginiamo forme, le riempiamo per renderle significazione di noi e del mondo, ma non ci accorgiamo che sono illusioni ottiche. elettroni impazziti dentro scatole di nulla amalgamati a significati e significanti indistinguibili, che riempiono quel nulla di pensieri musicati.


dream1980 | commenti | link


Date: venerdì, 21 luglio 2006
Time: luglio 21, 2006 10:32
In:

Delle volte essere nel bosco, non è così vantaggioso...qualche volta mi accorgo di passi e fruscii e di canti che arrivano chissà da dove...

Mi svegliano dal mio letto di muschio e non riesco più a riaddormentarmi...c'è sempre qualche radice che poi è fuori posto e non  mi fa più da cuscino...

Accade sempre quando la luna illumina il sentiero che porta alla città...varie volte mi sono sorpresa ad osservare i pochi tratti visibili per cercare di scorgere movimenti innaturali...

In questi giorni poi, i folletti sono parecchio inquieti...continuano a sorvegliare il mio giaciglio e fanno i turni per rimanermi accanto...

Forse non sanno che l'ho capito.

E ora la conferma...questa apparizione.

Perplessa...

Gioco di Antea


antea | commenti | link


Date: sabato, 15 luglio 2006
Time: luglio 15, 2006 20:32
In: in concorso

Brano: “We’re in this together” dei Nine Inch Nails, (“The fragile”)
 
 
SEGNI
 
Accarezzo i segni sulla mia pelle, come avete fatto voi. Chi con dolcezza, per curare, chi con la curiosità di un bambino, chi come nessuno prima aveva mai fatto. E penso che siamo fatti per volare, non per camminare. Volare e cadere. Rimanendo segnati. E’ successo tempo fa, dopo l’ultima fragorosa caduta, quando preferivo starmene chiusa nel mio cantuccio, ferma, immobile a leccare il sangue, che è arrivato in punta di piedi a bussare leggermente alla mia porta. Come una melodia all’inizio un po’ fastidiosa nel suo essere scontata …e poi rumorosa, ingestibile. Che mi chiedeva di uscire fuori dal mio mondo, in modo perentorio, ma non voleva tenermi per mano. Voleva che continuassi a cadere. Voleva che…sapessi quello che voleva. Senza chiedere. Finché è caduto, lui. E non riusciva più ad alzarsi. Mentre io, volavo, lontano. E mentre volteggiavo, arrivata fino a dove sorge il sole, avevo deciso che l’avrei lasciato con il viso nel fango. Ad ognuno i suoi segni, io non c’entro. Un nuovo inverno, un ritorno a casa. Al caldo, al sicuro. Pensavamo di esserci cancellati a vicenda, quella notte più lunga dell’anno. Bianchi. Puri. Nuovi. Invece, il profumo di glicini nelle narici e il tuo calore sul naso. Invece. Mi hai scritto sul corpo ciò che a voce non sei mai riuscito a dirmi, quella sera. Nuove cicatrici, di zucchero filato. Nothing else means anything.*
 
*Nient’altro significa nulla
 
 
We' re in this together

I've become impossible
holding on to when
when everything seemed to matter more
the two of us
all used and beaten up
watching fate as it flow down the path we
have chose
you and me
we're in this together now
none of them can stop us now
we will make it through somehow
you and me
if the world should break in two
until the very end of me
until the very end of you
awake to the sound as they peel apart the skin
they pick and they pull
trying to get their fingers in
well they've got to kill what we've found
well they've got to hate what we fear
well they've got to make it go away
well they've got to make it disappear
the farther I fall I'm beside you
as lost as I get I will find you
the deeper the wound I'm inside you
for ever and ever I'm a part of
you and me
we're in this together now
none of them can stop us now
we will make it through somehow
you and me
if the world should break in two
until the very end of me
until the very end of you
all that we were is gone we have to hold on(x2)
 when all our hope is gone we have to hold on
all that we were is gone but we can hold on
you and me
we're in this together now
none of them can stop us now
we will make it through somehow
you and me
even after everything
you're the queen and I'm the king
nothing else means anything


drenka | commenti | link


Date: mercoledì, 12 luglio 2006
Time: luglio 12, 2006 01:19
In: in concorso

un ultimo flash. prima dell'addio.
Listening to: Vacant | Dream Theater | Train of Thought
 
 
 

*

delle pagine scritte in passato e di quanto ancora l'inchiostro bruci sulla pelle.
di quanto ogni sorriso possa celare un inferno.
oggi sono il ricordo di quello che è stato.
oggi sono la dimenticanza dei sogni. immemore della felicità.
oggi sono corda di violino spezzata che riluce di melanconia.
oggi sono fiume che s'ingravida di lacrime.


*


intrappolato ogni sovversivo a distrarmi dalla realtà.
sono crepuscolo che si colora di notturno indefinito.
sono luce che si tuffa nel velluto nero del buio.
sono tremula stella incapace di splendere.
di me un'immagine.
io infagottata con gli occhi tristi e il mascara sbavato.
io in un dicembre incolore a voler divenire neve.
a esorcizzare le mie colpe sciogliendole in quel candore.
oggi sono parto distratto di note che dipingono l'aria di un plumbeo colore di nubi di pioggia.
che questo temporale scoppi. scoppi ancora come nel giorno dell'addio.
che scoppi. scoppi nel mio cuore. adesso.
lo frantumi e faccia sì che io possa scegliere i frammenti per ricominciare.
e che con il fragore dei suoi tuoni laceri il flusso di pensieri come fosse albero in balia di un fulmine.
cancelli i suoi occhi. le sue parole. mi faccia perdere il controllo dinnanzi alle sue parole confuse, prive di senso.
Sconnetta il mio sguardo, le mie lacrime che vagano nella pioggia. mi stai perdendo. mi stai perdendo. adesso.
che nei miei ochi non ci sei più tu. ma vi è solo il mare che si confonde nel buio che si fonde con la notte.
ti sto abbandonando. nel flusso magmatico di vita a consumarci più di quanto non abbia già fatto il nostro sentimento talmente
sbagliato. sulle mie labbra seriche l'addio a schiudersi come fosse fiore bagnato dalla rugiada.
nei miei occhi l'ennesima lacrima consegnata al vento mentre distratta si unisce a questa musica, regalando una colonna sonora degna della nostra ultima scena.
ultimo flash che rinchiudo nei meandri della mia anima come fosse un carillon abbandonato laddove nessuno possa più trovarlo.

She's losing control
What can I do
Her vacant eyes
Black holes
Am I losing you


SoffioDiLuce | commenti | link


e va e viene, di Melampira

Date: martedì, 11 luglio 2006
Time: luglio 11, 2006 13:04
In: in concorso

“sta dritta con la schiena”
Allineo la colonna vertebrale. Apro le spalle,le spingo in basso.
“in dentro la pancia,stretti i glutei”
Dietro il bacino,i muscoli spingono.
Immobilità dall’estetica lineare.
Mi sforzo. Cerco di respirare senza mostrare il petto che si muove.
“sta dritta”
Dura pochi minuti. Il tempo di percepire che il pensiero è tutto teso in questo tentativo di ordinare. Ordinarmi.
Dura al massimo il tempo di una lezione di danza classica, o di un ‘esibizione.
Dura il tempo di scoprire che la schiena si piega un po’ nella stanchezza,le spalle si chiudono a nascondere un seno un po’troppo grosso quando sei adolescente,il corpo si curva naturalmente ad osservare i piedi mentre riposo,seduta.
Poco più in là nel tempo,rimango incastrata nelle ciglia degli altri. Il corpo è sempre troppo voluminoso,troppo bianco,troppo morbido. Sono anche troppo dura:gli occhi severi,la voce ferma. “metti i piedi uno davanti all’altro”
Sassi,a terra. Creano leve con le suole e il passo si fa irregolare,inciampo. Mi sbilancio,la schiena si piega in avanti,le braccia si aprono scomposte per tenere l’equilibrio. Il movimento rapido mi inebria,mi innamoro della caduta. Cerco i sassi sulla strada,così che mi aiutino a cadere spesso. Divento maestra delle cadute dalla dinamica affascinante. Mi ipnotizza il sangue che scorre sulle ginocchia.
“cerca di stare dritta”
Cerco.di.stare.dritta.
Un giorno tolgo le scarpe. Dal tallone alle dita,imparo ad affrontare i sassi,la carne li abbraccia fin dove può,il resto lo fa il corpo,accompagna la pressione dolorosa col movimento di ogni singolo muscolo. Il dolore,ora intenso ora lieve,irradia nei nervi e dai nervi,ovunque. Al passo successivo è solo un alone. Sulla via ciclicamente arriva la notte che mi obbliga a guardare nel buio sconosciuto davanti a me, sperduta. Eppure posso fidarmi del rilucere argenteo della Luna Piena, per vedere. Per piegare la testa verso il mio interno e scoprirmi Luna io stessa. Ciclicamente,cresce e cala. Concetto fatto carne,nervi viscere legamenti.
Le strade non sono mai tutte dritte,il corso dei fiumi non lo è. Quando mi guardi devi necessariamente abituare l’occhio alle pieghe,ai percorsi sinuosi,al vuoto e al pieno,salire e ridiscendere,esitare su curve di paesaggio che finiscono e ricominciano nello stesso punto. Ti chiedo tempo. La retta è per chi ha fretta.
So,oggi,che non è l’anima a formare il corpo,ma il corpo a formare e informare l’anima. A mostrarle il modo di conoscere,di adattarsi,di osare e nascondere,di scoprire.
Arresa all’amore,cammino. Sulle foglie,sulla pietra,sulla terra.
Tra un sasso e l’altro,tra un pendio pericoloso e l’altro,tra una cascata verso il nulla e l’altra,mi immergo nella felicità. Preziosa.
Per le ferite c’è il fiume,tortuoso. Per la stanchezza rocce su cui sedere,per dormire giacigli di chiome d’albero.
Voci dal passato,come incubi,mi propongono scarpe resistenti per non sentire male. Rifiuto perché conosco per opposizioni,come una selvaggia,come una bambina,come un’animale. Contorsionista delle stagioni,percepirei solo il calore,nell’estate,senza aver vagato nelle notti d’inverno in cerca di cibo.
Accorda il corpo al percorso,così farà l’anima. Sii acqua e roccia.
Fluida,contorta,molle,resistente. Lascia fluire il dolore. Ché la felicità è senza limite,e va e viene.

 

 

Ispirata da Bolormaa dei CSI, edita in "tabula rasa elettrificata" del 1997,le parti in corsivo sono "rubate" al testo del pezzo:

Osservo con timore Bolormaa la Contorta
Concetto fatto carne nervi viscere legamenti
Sinuoso movimento

Monito terrorista che la retta è per chi ha fretta
Non conosce pendenze smottamenti rimonte
Densamente spopolata è la felicità
Densamente spopolata è la felicità
Preziosa
La felicità è senza limite e viene e va
La felicità è senza limite e viene e va
Viene
Viene e poi se ne va
Splendida Bolormaa arresa all'amore
Fluida contorta molle resistente
Lascia fluire il dolore
Che la felicità è senza limite
E va e viene
E va e viene


Melampira | commenti (1) | link


A Perfect Circle_Weak and Powerless

Date: lunedì, 10 luglio 2006
Time: luglio 10, 2006 16:02
In:

Unghie nella carne

Come uova di mosca

Castigano il corpo insolente

Non impara che

I fiori non si colgono

Questo corpo insolente

Contorto nei suoi stessi colpi

Come desidera ancora

La bile e il sangue

Non ha imparato

Come l’amore e il sesso

Sian siamesi separati

Che nemmeno sanno

Della propria esistenza

APC_Weak & Powerless

Tilling my own grave to keep me level
Jam another dragon down the hole
Digging to the rhythm and the echo of a solitary siren
One that pushes me along and leaves me so

Desperate and Ravenous
I'm so weak and powerless over you

Someone feed the monkey while I dig in search of China
White as Dracula as I approach the bottom

Desperate and Ravenous
I'm so weak and powerless over you

Little angel go away
Come again some other day
The devil has my ear today
I'll never hear a word you say
He promised I would find a little solace
And some peace of mind
Whatever, just as long as I don't feel so

Desperate and Ravenous
I'm so weak and powerless over you
Desperate and Ravenous
I'm so weak and powerless
over you


WatChMeBuRn | commenti | link


quando cieca è l'anima

Date: domenica, 09 luglio 2006
Time: luglio 09, 2006 17:29
In: poesia, non in concorso

quando cieca è l’anima

quando cieca è l’anima
parole come graffiti alieni
immagini vuote
riflessi di telenovele
troppe volte narrate

quando cieca è l’anima
non si muove il respiro
non alita vitale su prati giallicci
verso colline
che non segnano orizzonti

quando cieca è l’anima
neppure il dolore
spezza infrange trafigge
e si danzano danze inconsulte
e s’incipriano volti smarriti

e tutti vissero felici e contenti.

quando cieca è l’anima


mariamartina | commenti (1) | link


Date: sabato, 08 luglio 2006
Time: luglio 08, 2006 00:38
In:

musica di pensieri, note veloci che si perdono nel magma incandescente dell'inconscio, note violente che urlano la loro rabbia, mi entrano dentro con forza, sublimazione dei pensieri più tormentosi.

ogni nota un pensiero,

pentagrammi colorati aprono nuove strade, contaminazione di generi, anche il tempo beffardo è stato soggiogato dal ticchetio del tuo metronomo, simbiosi di musica e pensiero, questa musica mi porta lontano, noti folli di ricordi impazziti e veloci, note nostalgiche di ricordi lontani. mentre continuo ad ascoltarti potrei trasformarmi in aria e dissolvermi in inchiostro-pensiero-forma, potrei anche bloccare il tempo squotere l'equilibrio, toccare la follia, volare via e cambiare forma

ogni nota un pensiero


dream1980 | commenti | link


la visione. NIN_March of the Pigs

Date: venerdì, 07 luglio 2006
Time: luglio 07, 2006 11:16
In:

 Qualche rapito stupore

Piovve sui miei occhi stanchi

Ciechi per il gran riso che li scosse

Mentre giocavo ancora alla morte

Con “Voce di Fiele” a incitare i porci

Mentre danzavo con lui

Impassibile velocità di sbalzo

Sbandando fradicia mi assale

Nel cielo nero nuvola bianca

Come latte di gatta

Mi fissa costante immobile

Inchiodata al velo d’ombra

NIN: March of the Pigs

step right up,
march,
push,
crawl right up on your knees,
please,
greed,
feed,
(no time to hesitate)

I want a little bit,
I want a piece of it,
I think he's losing it,
I want to watch it come down,
don't like the look of it,
don't like the taste of it,
don't like the smell of it,
I want to watch it come down.

all the pigs are all lined up,
I give you all that you want,
take the skin and peel it back,
now doesn't it make you feel better?

step inside,
surprise,
lies,
stains like the blood on your teeth,
bite,
chew,
suck,
(away the tender parts)

I want to break it up,
I want to smash it up,
I want to fuck it up,
I want to watch it come down.
make me afraid of it,
let's discredit it,
let's pick away at it,
I want to watch it come down.

all the pigs are all lined up,
I give you all that you want,
take the skin and peel it back,
now doesn't it make you feel better?
the pigs have won tonight,
now they can all sleep soundly,
and everything is all right.


WatChMeBuRn | commenti | link


Pietre dell'anima

Date: giovedì, 06 luglio 2006
Time: luglio 06, 2006 12:07
In: in concorso

lasciami andare ti lascio andare e ti lasci andare così ti lascio a vagare quieta fra i rovi e le siepi senza un graffio né un torto né un sorriso in ogni possibile andare ti lascio a vagare fra sentieri esausti di passi ignari e colonne strette a conforto superstiti sul bordo del profondo a corona dello specchio regale e solo fra scale stringate e tortuose di mattoni intrecciati e pilastri bianchissimi di noia a guardarmi intorno riprendo ad andare riprendo mi stacco da te dal sentiero più breve e da me ti allontani per poco e ritorni e le pietre mi parlano dei tuoi passi lievi lasciano intendere storie passate di qua rincorse da storie future da dire ancora vite di dei e di uomini soli come dei e nello specchio una speranza e un desiderio d’infinito raccontano scene trascorse sul ciglio del sentiero che curva digradando alla pineta sfiorando le sale senza cielo e finestre aperte nel cielo dentro i cunicoli più scuri i segni nascosti del passaggio del tempo e degli uomini i passaggi palesi e i segni di potere tra le stanze assolate e bianche di luce quasi divina nell’aria tersa e odore d’acque oramai lontane e disegni di sapienza e capriccio umano così umano mi lascio seguire dal vento che accompagna l’immobile incedere del tempo infinitesimale passo di una vita divisa tra potere ritroso e intimità raggiunta così sospinta al limite dal vento che ti incoraggia e ti accarezza morbido come le mura di siepi le mura di rovi di fortune passate e ti porta alla soglia del centro un attimo prima del centro un’isola per me solo mi lasci senza un graffio né un sorriso aggrappata alle pietre riarse ti lasci andare e ti lascio e non soffri quando il distacco da te è un soffio di vento fresco tra le dita e poi ritorni sì ogni volta a guardarti ritorno come una volta la prima volta che ti ho portata qui anima mia

nella testa e nelle orecchie: "Close cover" di Wim Mertens
negli occhi:  Villa Adriana, Tivoli


usermax | commenti (1) | link


Date: mercoledì, 05 luglio 2006
Time: luglio 05, 2006 21:29
In:

mare            <www.suonerie-suonerie.info>

SOGNARE

Sognare ciò che non è stato
che potrebbe essere
e forse mai sarà
di fronte a un mare di perla
chiuso da isole che si sfumano
come apparenze
visioni di mondi ignoti
cui sarebbe bello giungere
o forse non sarebbe
per non scoprire ciò che è già noto
e allora sognare
sognare ancora nebbie di rose
e iris azzurrini
che pendono lievi dalle rocce
su un mare di perla
che non traspare
e cela
forse
tesori che mai conoscerò
ma che ho sognato e che sogno
mentre si sfumano i pensieri
e le cose
nel tiepido fluire di un vivere
che forse mai non perviene
ma si colora di sogni
di parvenze
di incantate visioni.





mariamartina | commenti | link


messico e nuvole

Date:
Time: luglio 05, 2006 16:00
In:

... e il vento suona la sua armonica, anche stamattina. poverello, non sa cchèffare. da qualche parte ci sei tu, che ti svolgi piano nel tuo mostrarti inspiegabilmente esatto, come un'equazione matematica risolta al meglio. solo che a te non so eseguirti, non concedi alcun risultato. siamo naturalmente poveri di correttezza, se ci guardiamo allo specchio.

dov'ècche è la faccia triste dell'america? tu sei la mia terra novella, il mio continete obliato, eppure di triste non hai nulla. ti ergi in postura da manuale, da cameriere, dirimpetto al mare ed è lì che ti verrò a cercare, perchè ogni isola si perde nelle acque come io mi sono perduta in te da far paura all'anima, e in fondo l'acqua salata non sono che umori, i miei, sulla tua pelle stanca di Stakanov. ho lasciato un alone sul tuo ego, era desiderio, non vappiù via. peccato.

che voglia di piangere ho, adesso. posso tacere per sempre lo sai, e sarà un silenzio d'oro. o posso essere me stessa fino in fondo, fino al cuore stracciato e filamentoso, ma tu dovrai accettarmi perforza. mica bello, lo so, però io non discendo da pinocchio come te, no, mia nonna era cenerentola, perciò ho le mani delicate. cosa credi, è contrappasso.

andiamo accapo insieme, dai, come le due unità di una stessa sillaba. voglio essere il tuo iato, e tu maledirai per sempre la grammatica tiranna. oppure vestimi da canada, resteremo confinanti a vita, aderenti di desiderio ma senza mai concederci, basterebbe un terremoto, lo sai, ma tu no, non hai il coraggio.. non adesso. non vedi che adesso è già passato, tesoro? senzafretta, il tempo ci lascia indietro.

prendiamoci nell'incanto di un attimo che sia nostro fino in fondo. vedrai che nessuno ci disturberà, se faremo piano. il mondo non sa che farsene di due amanti felici. quante lingue sai parlare? possiamo essere cittadini del mondo, eddai, proviamo a mescolarci con impegno... forse se ci metti del tuo riusciremo ad appartenerci davvero, è che le cose belle bisogna volerle, te lo chiedo in ginocchio. ma tu non senti, sei controvento su quella maleddetta spiaggia bianca catarnifrangente e ti fanno male gli occhi, ma da bravo crudele dinatura piuttosto di voltarti verso di me soffri come un cane. magari te lo meriti.

ti vengo incontro io, così non facciamo notte, anche se lo vorrei, perchè col buio siamo tutti uguali, e posso fingere di essere la tua ex ragazza, magari con lei funziona, chillosà. ti spingo dal basso, cadi, sul bagnasciuga. la spuma gioca coi tuoi capelli, perlomeno lei in qualche modo li riesce a domare. sei terreno quanto me, non men'ero mai accorta. il vento ci seduce con un motivo di Ludovico Einaudi, "I Giorni". mi lanci un'occhiata obliqua che mi finisce nello stomaco, finalmente t'accorgi che dipendi da me, in una maniera o nell'altra. sorridi e il tuo sorriso è il mio silenzio religioso.

indichi un punto a caso nel mare immenso che tra poco ci ingoierà. "là c'è il messico", mi insegni con voce rauca. eppure non fumi più, che bravo. mi stringo a te e ancora provi imbarazzo, mi tremi addosso, ogni attimo che passa moriamo un po' di più, ma perlomeno moriamo assieme. adesso è l'ora, ti levi le scarpe, i tuoi piedi li ho scordati ma posso inventarli, l'immergi ambedue in acqua, mi stringi la mano per il freddo, ancora non ti seguo. di preciso, cosa vuoi?

piangi senza lacrimare. sei il motivo che ci suggerisce il vento battente, il mio motivo, una melodia per pianoforte, e le tue dita da contadino arricchito suonano le onde, in mancanza d'altro. a me basta il gesto per sentire quanto sei bravo, lo sappiamo da sempre. (sei mio da sempre.) passi, in apnea. e lì faccio mie le tue ragioni. se è il messico quello che vuoi, te lo darò. ci andremo insieme. accetto.

'Chi lo sa come fa quella gente che va fin là a pronunciare un sì'. lo so io, lo so. lo sai tu, lo sai. eppoi non serve andare là per dire si, guardaci.


silocchidigatto | commenti | link


Risposte

Date: venerdì, 30 giugno 2006
Time: giugno 30, 2006 11:39
In: in concorso

Risposte. Ecco cosa cercava.
Risposte da urlare all'inquietudine affamata.
Risposte per colmare il vuoto martellante.
Risposte da affidare al mare tumultuoso dei perché
...fammi andar via liberami da questa prigionia...
Un addio come un delitto e poi la fine del sogno, fermo immagine indelebile negli occhi, nel cuore
...abbi cura di te. Vivi e sorridi ancora. Ti porterò con me. Mi porterai in te. Sempre...
Armonici battiti, accordi e melodia di violini accompagnano legami mai spezzati in
momenti che non avranno mai modo di esistere. Fili intrecciati per sempre presenti in
destini distanti.
Assurda follia spezzarli, eutanasia volontaria, necessaria. Non è più tempo, adesso non più
...fammi andar via, fallo per me, fammi andar via da te...
Risposte cercate. Risposte non trovate. Risposte inesistenti.

...quando tu chiederai
i baci e un'altra vita
agli uomini usurai
diglielo che tra noi non è finita
che ti ho fregato tutto che sei in lutto
che sei roba mia...

Solo lucidi istanti, brividi consapevoli di una vita ormai inesorabilmente legata ad un'altra.
Solo poesia di ricordi a saziare l'inquietudine.
Solo poesia di ricordi a colmare il vuoto dell'assenza.

Claudio Baglioni – Attori e spettatori Disc 2 (1996) - Fammi Andar Via
fammi andar via
liberami
da questa prigionia
fammi andar via
risparmiami
un'altra litania
non serve a niente
dire che mi ami
ma tanto chi ci sente
se per noi
si parleranno d'ora in poi
i legami
un minuto di raccoglimento
oggi si è spento un sogno
conti fino a cento
e torni a vivere
perché hai bisogno
e se andrai lontano fa' che non sia troppo fuori
mano
o trova un posto irraggiungibile
e calerà la fine
in questo cine senza schermo
io e te come in un fermo immagine
attori e spettatori
chiama la polizia
che ho appena fatto fuori
la tua bella allegria
per risparmiarle ancora dei dolori
non la potevo più soffrire
non dovrà soffrire più
ci amammo alla follia
poi siamo rinsaviti
per quella malattia di noi guariti
dal quel fottuto medico del tempo
al crocevia di una via crucis
via la croce e cosi' sia
fammi andar via
aiutami
in questa eutanasia
non ci ameremo più qui ma attraverso
ciò che in altri giorni avremo perso
e nei ritorni della gelosia
ce lo divideremo
quel pagheremo al boia
per crepare poi di noia o nostalgia
ma che sia morte e mai ferita
quando tu chiederai
i baci e un'altra vita
agli uomini usurai
diglielo che tra noi non è finita
che ti ho fregato tutto che sei in lutto
che sei roba mia
l'avrebbero chiamato poi
il nostro numeretto
e tocca pure a noi noi dentro il sacchetto
di questa sporta tombola del mondo
che vuoi che sia sia che sia
si' sia che sia no lascia che sia cosi'
poi sia poesia
fammi andar via
perdonati
questa vigliaccheria
fammi andar via
fallo per me
fammi andar via da te...


FrancyBlog | commenti | link


UN CALDO TORRIDO

Date: giovedì, 29 giugno 2006
Time: giugno 29, 2006 21:53
In: in concorso

L’afa toglie il respiro, la stoffa leggera si è incollata alle cosce, il sudore cola lungo la nuca. E poi come Dio vuole arrivo, finalmente - nemmeno il condizionatore ha potuto raffreddare la lamiera bollente – e parcheggio in qualche modo la macchina , insofferente e stanca.
 
Il cane dei vicini  ansima, stretto nella piccola ombra disegnata sulle piastrelle del cortile vicino. Io attraverso il lungo vialetto contornato dai rami assetati delle piccole piante che costeggiano i minuscoli cortili. Dal suolo il caldo sale ad ondate e mi avvolge, mentre mi affretto, e non indugio e non perdo tempo. Alla fine afferro la maniglia della mia porta di casa ed entro. Nella casa, scura e fresca, mi libero subito degli abiti, umidi e stropicciati e lì, dove sono, li lascio cadere. Poi accendo lo stereo, infilo della musica classica, alzo il volume e vado a fare una doccia.
 
L’acqua che scende canta con voce cristallina modulando un suono croccante e rotondo, è fredda, ma allungo le mani e sento che va bene così. Così porgo il viso e rabbrividisco quando il primo rivoletto tiepido si fa strada sulla pelle appiccicosa e calda. E poi mi ci infilo decisamente dentro a quell’acqua che mi leva di dosso la polvere del vivere e il sudore della giornata, il sale del rimpianto, e l’odore della lotta e della competizione. E quando il getto mi inonda, bagna tutti i capelli ed io li sento gonfi e scivolosi. Docili, seguono il corso dell'acqua e mi accarezzano morbidi la schiena. Chiudo gli occhi con un brivido e offro il viso all'acqua che cade.
 
Dallo stereo arriva piano e si distingue in sottofondo la musica lenta e insinuante del bolero di Ravel. Si mescola con il rumore dell’acqua che scroscia e ci cresce dentro, ma senza la minima fretta. Sensuale e ammiccante, lento e invitante suggerisce che c’è un tempo per ogni cosa ed ora è il tempo di lavare via la stanchezza e la fatica. Mi sembra di vederla scivolare via lungo il seno e il ventre, la accompagno con le mani bagnate lungo le natiche e finalmente si dissolve tra le gambe scivolose e lucide. Mi pare che questa musica racconti di un desiderio che cresce e che si accompagni al suono ritmato del mio cuore che batte.
 
Lievita nel rumore dell’acqua che mi avvolge e aumenta con paziente costanza, mi prende una spalla che segue quel suono e dopo anche l’altra e man mano che cresce d’intensità e di frequenza sovrasta ogni altro rumore e coinvolge il corpo tutto in una frenesia di movimento. Quando la musica diventa serrata, urgente e potente, senza per questo perdere quel suo ritmo continuo e cadenzato mi rendo conto che non posso star ferma. Sotto l’acqua che scroscia, tra il vapore che sale e gli schizzi dell’acqua io...dirigo un’orchestra.


CRONOTACHIGRAFO | commenti | link


Trasparenza di cuore

Date:
Time: giugno 29, 2006 11:30
In: poesia

I tuoi sguardi
strani sulla mia pelle
le tue labbra
che asciugano
la salsedine

Occhi negli occhi
labbra su labbra
fuoco su fuoco

e tu che percepisci
ogni piccolo pensiero,
ogni piccolo gesto
fingendo di aver paura.

Mi mordi le labbra,
sanguinano,
lecchi,
e per rimediare
mi racconti una storia...

Una storia fantastica
dove i cattivi non muoiono mai
e i buoni vengono gloriati in morte...

Mi porti tra le tue mani
regalandomi estasi
bagliore negli occhi
brividi,
ma ricordati
che se fuori sei candido
dentro sei come me.

dedicata a E.A.

 


Siderea | commenti | link


Vivere l'apocalisse per avere l'atarassia

Date: domenica, 25 giugno 2006
Time: giugno 25, 2006 20:27
In: in concorso

Il mondo ha ingoiato il mondo e tutto ciò che su di esso esisteva. La realtà ha smesso di trasmettere e al suo posto un lungo corridoio di scariche elettrostatiche si pone dinanzi a me. Con l'atroce dubbio che in tutto questo neanch'io esista più e che se ci fosse uno specchio (se uno specchio ancora possa esistere) io non vedrei niente, mi lancio nell'assurdo baratro. Affannosamente cerco il contatto con quegli schermi senza senso, l'unico oggetto dotato di esistenza nell'apocalisse che mi circonda. Corro, arranco, ma in nessun modo riesco a toccarli. Sono sempre lì, sempre alla stessa distanza. Tutto inizia a tremare, scosse immani scuotono l'assurdo mondo intorno a me e l'equilibrio diventa impossibile. Poi c'è la deformazione di ciò che prima era geometrico e adesso diventa fluido e dirompente. Le scariche sono ovunque, mi passano accanto, attraverso. Forze invisibili mi colpiscono violentemente ed io non posso fare altro che cadere, rotolare, rialzarmi e cadere di nuovo. I fenomeni attorno a me sembrano accelerare, aumentare di intensità e quando penso di non poterli più sopportare tutto esplode in un mare di luce e silenzio. Ed io mi lascio avvolgere da questa placida quiete ed inizio a galleggiare nel mio stato di assoluta atarassia.

Ispirato da: "Aenima" dei Tool


Nerotizi | commenti | link


Pagine

Note Pad Contest

Blogger: NotePad
Nome: Note Pad Contest
Concorso per racconti musicali

On Air

Descrizione

Rivolto a chi ama scrivere ed ascoltare musica: siete invitati a partecipare a Note Pad, concorso per racconti musicali ad iscrizione gratuita.

Info

L'Ass. Culturale Glenn Gould , all'interno dell' Ypsigrock Festival(rassegna musicale giunta alla sua decima edizione consecutiva) indice il bando per Note Pad: concorso letterario ad iscrizione gratuita per elaborati scritti a partire da una canzone a scelta dell'autore.

Un blog per Note Pad

L'organizzazione del concorso ha pensato di diffondere il bando anche nel florido mondo dei blog e di raccogliere qui gli elaborati di quella fascia di partecipanti al concorso che sono anche blogger, per dare la possibilità agli autori di confrontarsi e creare una sorta di laboratorio creativo, oltre che un osservatorio interattivo del concorso stesso.

Per partecipare al blog

Se vuoi partecipare al blog manda un messaggio privato su Splinder consultando la pagina del profilo di Note Pad

Caratteristiche degli elaborati e bando di concorso

1) ISCRIZIONE:
Gratuita

2) PARTECIPANTI:
Il concorso è aperto a tutti coloro abbiano compiuto almeno i 14 anni di età. Possono essere inviati anche elaborati partecipanti o vincitori ad altri concorsi. Ed ogni autore può inviare più elaborati.

3) CARATTERISTICHE DEGLI ELABORATI:
- Per partecipare al concorso è necessario scrivere un testo in base alle suggestioni date da una canzone scelta dall'autore.
- I brani composti dovranno essere in prosa italiana.
Verranno accettati alcuni inserti scritti in versi all'interno degli elaborati e verranno ammesse parti in lingua straniera o in vernacolo, ma non saranno accettate poesie come unico elaborato, né lavori scritti totalmente in lingua straniera o in vernacolo (N.B. se si decide di scrivere parti in lingua straniera o in vernacolo dovrà essere cura dell'autore allegare la corrispondente traduzione in italiano).
- Per la composizione in prosa possono essere usati tutti i tagli strutturali e stilistici possibili, compresi esempi di scrittura creativa, flussi di coscienza, scrittura per libere associazioni, monologhi interiori.
- La lunghezza auspicabile è di una cartella per ogni elaborato N.B. una cartella equivale a 1800 battute compresi gli spazi